A cosa serve la tua quota associativa?

Questo post nasce per rispondere alle domande e alla diffidenza di molti su dove vada a finire il denaro versato annualmente come quota associativa.

Il CONELS fa parte della FEI ed entrambe sono associazioni NO PROFIT, dove nessuno prende uno stipendio nemmeno il Presidente, che ci crediate o no lavoriamo GRATIS per dare un futuro all’erboristeria Italiana sempre più minacciata da chi vuole ingiustamente arrogarsene una parte.

Noi, che siamo il nucleo del CONELS, siamo i primi a versare la quota associativa annua: non solo lavoriamo gratis, ma versiamo anche la quota annua e questo solo perché crediamo in quello che facciamo e nella professione di Erborista e non vogliamo che altri si approprino di tale titolo.

I soldi di tutti gli associati (noi compresi) vengono quindi depositati in una cassa comune, per essere impiegati come finanziamento di progetti volti alla difesa e alla crescita del settore erboristico.

A titolo d’esempio, riportiamo il progetto “DETERMINAZIONE ANALITICA DELLA COMPOSIZIONE DEI BOTANICALS E DEI GEMMODERIVATI”.

Come forse molti di voi non sanno, Gemmoderivati rischiano di scomparire dagli scaffali perché il ministero della salute li ritiene inutili, in quanto non caratterizzati da specifici principi attivi che ne indichino l’azione e quindi l’utilizzo.

La FEI ha allestito un progetto, costato 9000 euro, grazie al quale è riuscita, in collaborazione con La Sapienza di Roma, a produrre un Dossier dove vengono riportare tutte le analisi e le indagini fitochimiche effettuate, riportando tutte le analisi HPTLC dimostranti qualità e quantità delle sostanze responsabili dell’azione di questi prodotti.

Questo è solo uno di tanti successi resi possibili dalla professionalità della Federazione e  del lavoro che c’è dietro la difesa del settore, possibile solo grazie all’appoggio dei  protagonisti più importanti: I SOCI.

Purtroppo, nel mondo di oggi la sola buona volontà di chi ha deciso di fare parte del gruppo di chi  questi impavidi guerrieri, non è sufficiente, occorre anche il denaro, perché il premio FEI per la miglior tesi di laurea, rimanere dentro CONFCOMMERCIO, la connessione internet, la manutenzione del sito, la rivista mensile di aggiornamento sono parte dei costi che un’associazione deve sostenere.

Per cui se fino ad oggi eravate incerti su come l’associazione impieghi i vostri e nostri soldi e se credevate che non fosse possibile l’esistenza di persone motivate a cambiare le cose ricompensate solo dai piccoli successi quotidiani beh dovete felicemente ricredervi!

Noi siamo qui per tutti coloro che ci credono e che hanno voglia di combattere affiancati da un team di persone che hanno un’unica arma: LA PASSIONE e una sola ricompensa: IL FUTURO DELL’ERBORISTERIA ITALIANA.

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5 Responses to “SCOPI DELLA QUOTA”


  1. 1 Francesco 4 novembre 2011 alle 10:04

    Non tutti sanno che il progetto allestito dalla fei non è stato finanziato dalle quote associative ma da soldi richiesti ad aziende interessate.
    La rivista mensile non è finanziata dalle quote associative ma dagli inserti pubblicitari presenti nel giornale. A presto.

    • 2 conels 5 novembre 2011 alle 13:10

      Caro Francesco,
      Grazie per il tuo commento. Hai proprio ragione: non tutti sanno, ma troppo spesso troppi parlano pensando di sapere…e visto che io non so, prima di pronunciare grandi verità, chiedo. Per questo, per chiarezza e trasparenza, ho girato il tuo messaggio alla FEI. Il presidente, sempre disponibile, mi ha risposto questo:


      La FEI ha come proventi per la propria attività esclusivamente le quote degli associati, siano essi erboristi titolari di erboristeria, erboristi non titolari, studenti e laureati in Tecniche Erboristiche. Non abbiamo altri introiti.
      Il settore FEI Produzione, composto da piccoli laboratori erboristici e da alcune aziende di produzione più strutturate si autofinanzia con proprie qiuote associative ed è un fiore all’occhiello della Federazione. Tra l’altro, autotassandosi, queste aziende stanno consentendo l’importante compito della caratterizzazione analitica dei gemmoderivati presso il laboratorio di fitochimica dell’Università Sapienza di Roma. Studio questo che verrà concretizzato in un dossier da presentare al Ministero della Salute e all’autorità Europea, visto il rischio fortemente fondato di eliminazione di questi composti dal mercato erboristico. Ma questa non è l’unica iniziativa che si sta portando avanti.
      La FEI tra le altre attività, unica nel suo genere gestisce l’O.P.E. – Osservatorio Permanente Erboristeria – istituito all’interno della Federazione con il compito di monitorare i prodotti in commercio nei loro vari aspetti, dalla conformità dell’ etichettatura al controllo analitico degli stessi. Tale attività ci ha consentito di svelare diverse frodi, anche tossiche realizzate da imprenditori assolutamente scorretti.

      Attualmente il nuovo settore della FEI, il CONELS, è finanziato direttamente dalla FEI stessa, attraverso le quote associative degli erboristi. Le quote relative agli associati CONELS FEI sono del tutto simboliche. Si auspica un grande numero di iscrizioni per porre in essere quelle iniziative necessarie al settore e finanziabili con questa tipologia di quota associativa.

      Il Premio FEI giunto ormai alla terza edizione è finanziato esclusivamente da quote associative degli erboristi ed è una realtà unica in per il nostro settore.

      La FEI garantisce comunque assistenza anche agli erboristi non associati e molte iniziative sono a vantaggio in ogni caso del comparto erboristico senza alcun introito da parti terze, se non le quote associative.

      Per quanto riguarda la nostra rivista, che è bimestrale e non mensile, come sostiene il nostro interlocutore poco informato, è totalmente finanziata dalle inserzioni pubblicitarie delle aziende inserzioniste e per questo non ci vediamo nulla di male. La rivista è del tutto autonoma e abbiamo eliminato aziende, che pur pagando regolarmente le pubblicità inserite non erano in linea, per vari motivi, con quanto previsto dall’etica del settore erboristico.

      Perchè finanziata dalle aziende sostenitrici? Semplicissima risposta, altrimenti non sarebbe stato possibile realizzarla. Il nostro organo di stampa è nato come ciclostile tanti anni fa e si è continuamente evoluto fino a diventare una pubblicazione preziosa e molto richiesta anche in ambiti istituzionali. Dovremmo farne più copie è vero ma le finanze non ce lo consentono, perchè il grafico va pagato e lo stesso vale per la tipografia e le spese di spedizione.

      Non voglio comunque continuare a dilungarmi su questi argomenti, ho sentito però il dovere di farlo, perchè ogni tanto qualche illustre sconosciuto, come il nostro interlocutore, parla senza sapere, si permette di argomentare su cose che non sa e non può sapere, ma principalmente, non si è mai messo a disposizione di questo settore, non apportandovi alcun contributo. Non si è mai impegnato in prima persona, altrimenti lo avremmo conosciuto, non si sta muovendo a beneficio dell’erboristeria italiana come stanno facendo i nostri colleghi del direttivo CONELS che con la nostra assistenza, ma a titolo assolutamente gratuito stanno organizzando un settore da prendere come esempio, sia per la sua unicità sia per la sua forza e determinazione.

      Illustre sconosciuto, se vuoi renderti utile, chiedi di essere ammesso nella nostra Federazione, valuteremo la tua domanda, e se hai i requisiti ti faremo sapere. Poi però anche tu dovrai versare la quota d’iscrizione.

      Il Presidente Nazionale FEI
      Dott. Angelo Di Muzio

  2. 3 Gabriella fiumani 3 aprile 2012 alle 12:49

    Carissimo Di Muzio, come sempre sei preciso, anche se pungente. A volte
    bisogna essere chiari sino in fondo e al massimo per fugare ogni pensiero.
    La fatica quotidiana non fa crescere l’aureola, ma di sicuro nel nostro settore, fa guadagnare persino il Paradiso……eh! eh!ma l’inferno in terra.
    Auguri da chi ci è già passsata….Gabriella Fiumani

  3. 4 Andrea Passini 12 ottobre 2013 alle 12:47

    Salve a tutti,
    interessante questo dibattito… Sono uno studente al terzo anno del costo di laurea in Tecniche Erboristiche. Grazie per la precisazione attenta del Presidente Di Muzio.
    Mi sento di dire che anche se le informazioni del Sig. Francesco fossero state vere, sinceramente non avrei visto alcun problema.
    Per quanti soldi servono, non sarebbe di certo illecito nè acquisire altro denaro dalle pubblicità sulla rivista, nè men che meno da aziende interessate.
    I servizi offerti dalla FEI e dalla CONELS, nonché la professionalità che garantiscono agli operatori seri di questo mondo (difendendoli dalla marea di finti-esperti-erboristi-della-domenica che aumentano sempre più in Italia e che possedendo un qualsiasi altro titolo credono di poter consigliare rimedi) valgono molto di più del denaro che acquisiscono, tra l’altro in modo del tutto normale e giustificato.
    Saluti

  4. 5 Andrea Passini (@AndreaPassini1) 12 ottobre 2013 alle 12:52

    Salve a tutti,
    interessante questo dibattito… Sono uno studente al terzo anno del corso di laurea in Tecniche Erboristiche. Grazie per la precisazione attenta del Presidente Di Muzio.
    Mi sento di dire che anche se le informazioni del Sig. Francesco fossero state vere, sinceramente non avrei visto alcun problema.
    Per quanti soldi servono, non sarebbe di certo illecito nè acquisire altro denaro dalle pubblicità sulla rivista, nè men che meno da aziende interessate.
    I servizi offerti dalla FEI e dalla CONELS, nonché la professionalità che garantiscono agli operatori seri di questo mondo (difendendoli dalla marea di finti-esperti-erboristi-della-domenica che aumentano sempre più in Italia e che possedendo un qualsiasi altro titolo credono di poter consigliare rimedi) valgono molto di più del denaro che acquisiscono, tra l’altro in modo del tutto normale e giustificato.
    Saluti


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